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Il nostro Comitato
BREVE STORIA DEL COMITATO (a cura di Alessandro Rapparini)
In molti mi hanno chiesto le vicissitudini e la storia del nostro comitato e ho quindi deciso di fare un breve riassunto.
1990 – 1993 – Le estati di questi anni sono per me ed un gruppo di amici tutti con base a Campolo l'occasione per interessarsi sempre di più alla Rocchetta Mattei, panorama quotidiano di giornate avventurose per i monti dell'appennino e meta proibita di grande fascino. Mix teatrale di gotico e tetro abbandono, quel castello rappresenta un avvventura fantastica e magica degna di un film, il tutto amplificato dalle numerose leggende popolari che contribuiscono ad aumentare la misteriosità del luogo. In questi anni il castello è già chiuso al pubblico (lo è dal 1986) ma sappiamo che molte persone entrano comunque, non essendoci alcuna protezione contro intrusione degli estranei.
1994 – 1996 – Nasce in questo gruppo di ragazzi quasi per gioco l’idea di costituire un comitato di persone interessate alla tutela de castello, stanche di vederlo in abbandono ed in continua espoliazione degli interni da parte di vandali e curiosi che si portano via pezzi come se fossero “souvenirs”. Cercare di salvare il castello diventa la priorità di tutti, con la crescente consapevolezza che anche il fascino del gotico ha un limite...il crollo. La prima idea è di chiamarci “Amici della Rocchetta”, ma il tutto rimane nelle parole senza mai prendere forma. I primi “Amici della Rocchetta” sono: Alessandro Rapparini, Davide Natalini, Debora Sabatini, Francesca Sabatini, Francesca Vannini, Michelangelo Barbieri, Piero Mengoni e Roberto Rizzi.
Raccogliamo così il primo materiale fotografico e video che documenta lo stato di abbandono della Rocchetta, grazie al quale viene messo in evidenza il paragone prima/dopo che in futuro, all'interno del museo, creerà il dissenso della popolazione ed aumenterà molto le adesioni alla nostra associazione. Il castello infatti, seppur da fuori sembra in buone condizioni generali, si rivela invece in pessime condizioni interne.
Finalmente l'idea inizia a concretizzarsi in alcune riunioni e le persone interessate sono molte. Veniamo a conoscenza del fatto che esisteva già in passato un Comitato per la tutela del castello, ma fu proprio a causa di esso (vennero scoperte alcune irregolarità) che i proprietari furono costretti a chiudere.
1997 – Nasce ufficialmente il Comitato col nome: “S.O.S. ROCCHETTA – Comitato per la tutela della Rocchetta Mattei – O.N.L.U.S.” con l’obiettivo primario di tutelare il castello per salvarlo dalla inevitabile rovina. Come presidente viene eletto Claudio Carelli, da sempre sensibile al territorio ed alle vicende della Rocchetta. La salvaguardia del Castello e la riapertura dello stesso al pubblico diventano la nostra ragione di vita. Viene eletto il Consiglio Direttivo.
Veniamo a conoscenza del fatto che le espoliazioni sono state massicce, che i proprietari non si curano minimamente dell’immobile e che la situazione sta veramente degenerando. A tal proposito organizziamo una “catena umana” attorno alla Rocchetta in segno di protesta e la partecipazione è talmente numerosa da permetterci la riuscita della manifestazione.
1998 – Iniziano varie attività per la ricerca di fondi, viene stabilita una forma di tesseramento al Comitato e parallelamente vengono organizzate riunioni e commemorazioni storiche con rinfreschi ed ospiti illustri che riscuotono un grande successo in tutto il territorio.
Decidiamo di andare in Soprintendenza a Bologna per denunciare la situazione degenerativa del castello e per proporre anche la soluzione limite dell'esproprio, ma ci viene risposto che i fondi non ci sono e che al massimo si possono programmare dei controlli annuali. Al primo controllo la proprietà ci impedisce l'ingresso e così l'ispezione viene accuratamente deviata in zone appositamente ripulite e non soggette ad infiltrazioni. Da allora il controllo annuale non venne più fatto. Decidiamo allora di lanciare un appello a tutti gli esperti per cercare la soluzione più appropriata per la sistemazione dei coperti.
Lo stesso anno ci rechiamo in visita alla famiglia Colliva, discendenti del fratello di Cesare Mattei (Giuseppe), e scopriamo le magnifiche storie di vita di Fausto e Laura Colliva, oltre che a visitare la loro meravigliosa dimora ricca di ornamenti veramente unici.
Nasce il sito internet www.rocchettamattei.it, che verrà in futuro cambiato in www.cesaremattei.com, che riceve subito molte visite. Grazie alla rete il comitato diventa sempre più importante, iniziano infatti ad arrivare molte mail con richieste di informazioni sulla nostra attività.
1999 – Con il trasferimento del comitato in una nuova sede gentilmente concessa in comodato gratuito dalla Banca proprietaria del palazzi in Via Ponte 7/L a Riola, vengono eletti “Paladini della Rocchetta” ed “Amici della Rocchetta” persone che ci hanno aiutato nei primi anni di attività e che hanno contribuito a ristrutturare questa nuova sede per renderla simile alla “loggia Carolina” della Rocchetta. Grazie ad una nostra azione molto ben strutturata (con scatti fotografici inequivocabili che dimostrano come l'acqua piovana penetri all'interno del castello infiltrandosi tra le pareti e rovinando i preziosi e delicati interni) riusciamo a far costringere la Soprintendenza al rifacimento dei tetti da parte dei proprietari, questo ci rincuora molto e ci da lo stimolo per continuare a lottare.
Arriva in forma anonima nella nostra sede anche un nuovo video con riprese interne della Rocchetta e decidiamo di regalarlo a chi diventerà socio.
2000 – Sorge l’Archivio Museo Mattei, un luogo dove raccogliamo tutto il materiale in nostro possesso riguardante il Conte Cesare Mattei, la Rocchetta Mattei e la medicina Elettromeopatica.
Il castello volge alla rovina e ci accorgiamo che il decadimento è a vista d’occhio. A tal proposito seguono altri appuntamenti con la Soprintendenza a Bologna per sollecitare i controlli ed un eventuale esproprio, ma le istituzioni ci ignorano. Lo stesso anno lavoriamo nell'organizzazione di una grande mostra itinerante di pittura e scultura chiamata “Il Castello Delle Meraviglie”.
2001 – Il nostro sito internet riceve sempre più visite e arrivano tantissime mail per chiedere informazioni. L’anno è caratterizzato da molte conferenze tenute nel nostro spazio dedicato ad Archivio Museo, non ancora ampio, che ci permette di ospitare in sede abbastanza persone. La partecipazione è copiosa. Durante l'anno organizziamo altre iniziative culturali come corsi di erboristeria e recite, sempre con grande successo. Viene eletto il nuovo Consiglio Direttivo.
2002 – La Rocchetta versa in condizioni molto gravi, l’acqua piovana non dovrebbe più entrare, ma i controlli non sono effettuati. Pubblichiamo un appello per il recupero di reperti inerenti la Rocchetta e la storia di Cesare Mattei e sorprendentemente iniziano ad arrivare in forma anonima alcuni pezzi che vengono così salvati da un possibile smarrimento. Il nostro Archivio Museo inizia ad ingrandirsi sempre di più. Le iniziative in cui siamo coinvolti sono moltissime, recite per bambini delle scuole, mostre pittura, concorsi fotografici, gite guidate, convegni, sembra proprio che ci sia sempre più gente interessata alla nostra attività, ma il tempo e le risorse sono sempre molto misere. Vorremo fare di più, ma non ce la facciamo. Da non dimenticare la meravigliosa giornata fiabesca nel bosco del Poranceto e le recite in costume al villino Romamor con grande gioia dei bambini e di tutti i partecipanti.
2003 – Tempi duri, i fondi sono molto scarsi, nonostante questo riusciamo ad arredare un piccolo ufficio in una zona contingente al museo che veniva usata come magazzino ed iniziamo a curare di più le relazioni estere. L’unica misera entrata avviene durante la tradizionale festa del 1°maggio, l’apertura del museo con tanto nuovo materiale in esposizione (e nuove bacheche) riceve un sempre più folto pubblico, in molti si tesserano ed acquistano le fotocopie dei libri Mattei, ma non basta. Siamo in disperato bisogno di aiuto. In primavera avviene la prima visita della nipote di Mario Venturoli Mattei, Sig.ra Gianna Fadda, durante la quale ci vengono donati alcuni reperti per il nostro Archivio Museo. Questi avvenimenti ci danno la forza di continuare in una situazione in cui molti si sarebbero arresi.
2004 – Tempi durissimi, le forze del Comitato sono ridottissime (siamo in 4 persone, Claudio, Francesca, Tullia ed il sottoscritto Alessandro), i fondi non esistono e le istituzioni ci ignorano. La Rocchetta versa sempre di più nel suo stato di abbandono e le nostre speranze sono veramente nulle. Cerchiamo di non abbatterci troppo e ci viene l’idea di dare vita alla ristampa di un libro oramai introvabile “In Rocchetta con Cesare Mattei” per cercare di recuperare qualche fondo. Una piacevole visita alla Sig.ra Gianna Fadda ci da di nuovo la carica per portare avanti le nostre idee, ed una visita da parte di delegazioni estere (inglesi ed indiane) ci fa capire che non possiamo mollare e che il nostro lavoro di volontariato è molto apprezzato.
2005 – L’impegno volge quasi esclusivamente nella ristampa del libro “In Rocchetta con Cesare Mattei” in una nuova e lussuosa veste in edizione numerata e limitata a 1000 copie, con versione anche in lingua inglese, decori di Luigi Ontani e Appendice storica a nosta cura ricca di avvenimenti inediti. Quasi contemporaneamente alla presentazione del libro, che riscuote un enorme successo (viene ritenuto libro d’arte ed esposto in mostra a Roma), ci giunge una notizia che ci lascia senza fiato, l’acquisizione della Rocchetta da parte della Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna (di cui il Conte Cesare Mattei fu uno dei fondatori). Vediamo quindi realizzato il primo dei nostri obiettivi che da ormai 10 anni portiamo avanti ed il sogno di rivedere un giorno il castello aperto diventa realtà. Viene eletto il nuovo Consiglio Direttivo.
2006 – Cambio di denominazione e statuto al comitato: “ARCHIVIO MUSEO MATTEI – Comitato per la tutela e la promozione della Rocchetta Mattei – O.N.L.U.S.”, l’appellativo “S.O.S.” che denotava il bisogno di aiuto da parte del castello non è infatti più necessario, la Rocchetta sarà ristrutturata e riaperta al pubblico.
La Fondazione Carisbo, nuova proprietaria della Rocchetta, onora e riconosce le nostre competenze dandoci le chiavi del castello per organizzare un sistema di cartelli e frecce per orientare (ci si perde facilmente) i tecnici dei futuri sopralluoghi utili al restauro (veramente molto complesso) della struttura.
L'entusiasmo è grande e dopo un brindisi privato nel cortile centrale con i membri del Consiglio Direttivo, ci mettiamo subito al lavoro, cogliendo anche l'occasione di vedere con calma e sotto altre prospettive il castello per il quale abbiamo tanto sofferto e lavorato in tutti questi anni. I primi lavori iniziano in maniera talmente celere che ci lasciano a bocca aperta, siamo molto soddisfatti.
2007 – Entriamo a far parte di un “Comitato Consultivo” costituito dalla Fondazione Carisbo per discutere in questioni riguardanti la fruizione futura del Castello e per avere un ponte di collegamento tra la nuova proprietà, il paese ed i nostri associati, molto interessati alla questione. Siamo onorati di farne parte e partecipiamo con grande entusiasmo alle riunioni di questa nuova entità portando avanti i nostri obiettivi. Intanto i lavori alla Rocchetta proseguono velocemente e noi ci siamo affiancati ai restauratori scoprendo, accumulando e catalogando tantissimi reperti lasciati “in giro” per la Rocchetta. Contemporaneamente il nostro museo si arricchisce sempre più di pubblicazioni importanti ritrovate soprattutto all'estero.
Un evento di grande importanza avviene a metà anno, quando la proprietà concede ai nostri associati una visita al castello. In una giornata vengono da noi gestiti e guidati all'interno della struttura più di 500 persone. L'entusiasmo è grande e l'organizzazione della giornata è talmente perfetta che veniamo scelti come guide anche per una seconda visita guidata organizzata dalla proprietà in occasione della giornata della cultura sotto l'egidia del Ministero per le Attività Culturali. Anche questa volta vengono gestite e guidate centinaia e centinaia di persone tutte super entusiaste di partecipare ad un evento più unico che raro. A questa seconda visita partecipa anche la Sig.ra Gianna Fadda (nipote di Mario Venturoli Mattei) che ci racconta tanti aneddoti di quando lei e sua sorella abitavano e giocavano da bambine in Rocchetta.
Lo stesso anno parte una spedizione storico/fotografica per raccogliere le immagini dei luoghi importanti legati alla vita di Cesare Mattei, un altro tassello che viene a far parte del mosaico che costituisce il nostro Archivio-Museo.
2008 – Nuovo nome al Comitato: “ARCHIVIO MUSEO CESARE MATTEI – O.N.L.U.S.”; l’appellativo riguardante la tutela del castello non è più necessario in quanto ci fidiamo ciecamente dell'operato dei nuovi proprietari, la Rocchetta infatti non poteva finire in mani migliori. Invece è reso necessario specificare che il “Mattei” di cui ci occupiamo è Cesare, ci sono infatti pervenute richieste di informazioni riguardanti il noto politico Mattei di cui non siamo rappresentanti. Viene eletto il nuovo Consiglio Direttivo.
Nei giorni 30-31 Maggio 2008 il presidente Claudio Carelli ed il Vicepresidente Alessandro Rapparini sono stati ospiti d'onore al “2nd international congress on electrohomeopathy and holistic medicine” tenuto in India, nella città di Jalandhar (circa 450 Km a nord di Delhi), organizzato dalla European Publication & Educational Media Group in collaborazione con il nostro Comitato. L'accoglienza è incredibile, e durante il congresso si relaziona sul lavoro svolto in Italia dal Comitato e sulla situazione dell'Elettromeopatia in Italia ed in Europa.
Inoltre il 20-21 SETTEMBRE 2008, presso il Teatro Testoni di Porretta Terme, si svolge con grande successo (dopo durissimi mesi di preparativi a fondi zero) il primo “Convegno internazionale storico-culturale sul Conte Cesare Mattei e l'Elettromeopatia” dove vengono messe alla luce le incredibili proprietà dei medicamenti Elettromeopatici.
2009 – L'anno inizia con un viaggio in India da parte del Pres. Claudio Carelli e di Catia Aliberti per visitare i luoghi dove vengono raccolte le erbe medicinali per i rimedi elettrohomoeopatici prodotti in India, i laboratori, gli ospedali dove i rimedi vengono utilizzati, ed incontrare medici e studenti in occasione del secondo centenario della nascita di Cesare Mattei.
Il viaggio si rivela una vera e propria miniera di informazioni e ci fa capire sempre di più quanto la medicina del Conte sia ancora oggi molto importante.
2010 – L'anno inizia con il duro trasferimento del Museo presso la nuova sede ai Fienili del Campiaro, concessa gentilmente dal comune di Grizzana Morandi. L'inaugurazione avviene il 18 Aprile e per l'occasione viene anche pubblicato un libro/album fotografico intitolato “Anni di vita Paesana” che racchiude tante foto dei principali avvenimenti organizzati dalla nostra associazione in tutti questi anni di attività. In cantiere c'è anche il progetto di una pubblicazione di lettere inedite autografe del Conte Cesare, ma per questo si dovrà aspettare ancora un pò.
Spero che questo breve racconto della nostra storia abbia fatto capire a tutti quanta passione anima i volontari del nostro comitato. Nonostante tutti questi anni di duro lavoro e ricchi di difficoltà abbiamo mantenuto intatta la voglia di andare avanti, sempre alla ricerca di nuovi reperti, notizie storiche e avidi di sapere ogni sfaccettatura di questo incredibile mondo legato alla figura di un uomo che consideriamo parte di noi, il conte Cesare Mattei.